Mi è capitato, alcuni giorni fa, di cercare il film-tv prodotto da Paramount Television sulla vita di Golda Meir, prima donna a capo del governo in Israele: “A woman called Golda”. Non so se esista una versione italiana di questo splendido ritratto di una delle figure politiche più grandi e controverse del ventesimo secolo. E’ l’ultimo film di Ingrid Bergman: sbalorditivo come l’attrice svedese sia riuscita a rappresentare Golda Meir in termini di somiglianza – sia fisica che di atteggiamenti – e di profondità di interpretazione. Ammetto di essere più che parziale nella valutazione del personaggio e del contesto storico in cui è inserito, però c’è da dire anche che dal film emerge un calore umano e un’intima femminilità che dai libri di storia o dalla gran parte delle cronache non traspare mai. Documenti come questo ci fanno comprendere, come se fosse necessario, che prima di rivestire qualsiasi carica siamo donne e uomini, con le nostre debolezze e i nostri pregi. A woman called Golda.
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